FlashBack Memories 3D (フラッシュ バック メモリーズ 3D)

Di 06 Febbraio 2013

Goma è un musicista giapponese che fin da giovanissimo è stato attirato dallo strumento aborigeno del didgeridoo, andato in Australia per perfezionare la tecnica è ora considerato uno dei migliori performer in circolazione.

Flashback-MemoriesFlashBack Memories 3D (フラッシュ バック メモリーズ 3D). Regia: Matsue Tetsuaki. Montaggio: Imai Daisuke. Animazioni: Iwaisawa Kenji. Fotografia, Effetti 3D: Watanabe Tomonori. Interpreti: GOMA, Tsuji Kosuke, Tajika Kenta, Shiino Kyoichi. Produttore: Takane Junji. Produzione: Space Shower TV. Durata: 72`. Prima proiezione: Tokyo Film Festival, 23 ottobre 2012. Uscita nelle sale giapponesi: 19 gennaio 2013.
Link: Sito ufficialeMark Schilling (Japan Times) - Megan Lehmann (Hollywood Reporter) - Rob Nelson (Variety)

Goma è un musicista giapponese che fin da giovanissimo è stato attirato dallo strumento aborigeno del didgeridoo, andato in Australia per perfezionare la tecnica è ora considerato uno dei migliori performer in circolazione. Nel 2009 però un incidente stradale gli procura delle lesioni al cervello che lo svuotano dei suoi ricordi passati, intrappolato in una specie di presente eterno, attraverso la musica, i suoi diari ed i video amatoriali girati assieme alla sua famiglia Goma cerca di curare questa sua dolorosa situazione.
Matsue Tetsuaki si conferma uno degli autori più creativi e borderline che animano la scena giapponese contemporanea, in particolare quella dell`arte documentaria. Dopo Live Tape, girato interamente in un unico cut e Tokyo Drifter, due lavori in cui la musica era già uno dei temi principali, con FlashBack Memories 3D il giovane regista di origini coreane riesce a sorprendere ancora, creando di fatto all`interno del (non) genere del documentario qualcosa di praticamente unico. Il film è un salto all`interno dei ricordi di Goma, siano essi i diari oppure gli home video girati nel corso degli ultimi vent`anni che vengono proiettati in secondo piano, dietro quello che noi grazie all`uso delle riprese in 3D vediamo emergere dallo schermo e cioè la performance di Goma e della sua band.
Un “live” che durerà per tutti i 56 minuti del film, un loop quasi infinito composto dall`intrecciarsi della musica trance con i frammenti del suo passato che lui stesso “vede” dietro di lui, siano essi “vere” immagini del suo passsato, dagli anni novanta ai suoi primi viaggi in Australia ci avviciniamo progressivamente al presente con le registrazioni di alcuni live tenuti in giro per il Giappone e video della sua vita familiare, siano esse immagini mentali che Goma a fatica ricorda e associa al momento del suo incidente. Sono queste ultime realizzate in animazione, abbozzate come a china e sempre cangianti, così come sono fantasmagoriche le pitture ispirate all`arte aborigena australiana che lo stesso Goma dipinge e che vediamo in alcune scene accompagnare la performance sullo “sfondo” del film.
Una complessa mappatura mentale dei ricordi dell`artista quindi che si compone di diverse tecniche come abbiamo visto, video di concerti, home video, animazioni, parole dai suoi diari e dichiarazioni della moglie e della figlioletta, queste forse quelle che mettono più tristezza. L` uso della parola scritta e proiettata in sovraimpressione è qui fondamentale, un quasi ritorno agli albori della settima arte, perché oltre a fornire la spiegazione e l`ossatura narrativa del lavoro, in assenza del commento fuori campo, le parole stagliandosi in 3D sullo schermo hanno anche una loro valenza estetica e pittorica spaziale non trascurabile. A questo proposito va sottolineato il buonissimo lavoro fatto dal direttore della fotografia e responsabile del 3D Watanabe Tomonori che con le sue riprese dei musicisti effettuate in 3D ha saputo iniettare nuova linfa e indicare nuove applicazioni anche nel campo del video musicale ad una tecnica che sembra già mostrare le corde dopo la sbornia provocata da Avatar.
Aggiungiamo inoltre che questo di Matsue è il primo film in 3D proiettato nei mini-theater, le piccole sale fiorite in Giappone soprattutto nei primi anni ottanta e che grande importanza hanno avuto (ed hanno tutt`ora) nel lancio e nella propagazione dell`universo indie nipponico.
Concludendo possiamo dire che questo FlashBack Memories miscela invenzioni, voglia e capacità di stupire a riflessioni non banali sull`identità costruita a partire dalle memorie condivise, creando in questo modo una nuova esperienza visiva, parte video musicale, parte documentario d`avanguardia e parte video istallazione. [Matteo Boscarol]

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