Bushidou sixteen (武士道シックスティーン, Bushido sixteen)

Regia di Furumaya Tomoyuki Di 26 Novembre 2010

Due studentesse di scuola media si incontrano in un torneo di kendo.

Bushido SixteenBushidou sixteen (武士道シックスティーン, Bushido sixteen). Regia: Furumaya Tomoyuki;soggetto: dal romanzo di Honda Tetsuya; sceneggiatura: Oono Toshiya e Furumaya Tomoyuki;  interpreti: Narumi Riko, Kitano Kie, Horibe Keisuke. 109’, 27 febbraio 2010.

Link: Sito ufficiale - Japan Times
PIA: Commenti 3,5/5   All’uscita delle sale: 70/100

3 stelle

Due studentesse di scuola media si incontrano in un torneo di kendo. Una, Kaori (Narumi Riko), è superiore per tecnica e impeto agonistico ma l’altra, Sanae (Kitano Kie), dopo aver rischiato di perdere, riesce a piazzare il colpo vincente. L’anno dopo si ritrovano nello stesso liceo, o meglio la campionessa è venuta a cercare la rivincita dell’unica sconfitta subita. Fin qua sembrerebbe il solito film giovanilistico di arti marziali, magari complicato da qualche storiella d’amore. Invece, scena dopo scena, si configura come intelligente storia di una amicizia tra due ragazze diverse per carattere e vicissitudini personali. L’apparentemente solida Kaori, figlia di un maestro di kendo, si è dedicata fin dall’infanzia esclusivamente all’allenamento, crescendo aliena delle esperienze e delle emozioni delle sue coetanee; è una roccia di solitudine le cui certezze si sgretolano con la crescita e l’impatto con il mondo. Sanae, invece, legata da un profondo affetto per il padre sognatore e perdente, è segnata da una profonda insicurezza nella vita come nel kendo ma è aperta alle amicizie, alla spensieratezza, alla voglia di vivere. Questa diversità/complementarietà delle due protagoniste è il motore di un film curato, delicato, con sapienti alternanze tra detto e non detto tipiche del quotidiano.

Furumaya si conferma regista capace di descrivere con sensibilità le psicologie adolescenziali (suo l’ottimo Mabudachi, 2001) e, pur stando nell’alveo di un filone ipercodificato, riesce a non scadere mai nello stereotipo. Va considerato un suo merito anche quello di aver saputo scegliere le due attrici giovani forse più adatte alle rispettive parti, nonché fra le migliori in assoluto dal punto di vista recitativo: la giunonica e carnale Narumi Riko e la gracile e accogliente Kitano Kie si muovono nei loro ruoli con grande naturalezza. [FP]

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