Kokō no mesu (孤高のメス, A Lone Scalpel)

Regia di Narushima Izuru Di 31 Dicembre 2010

I drama e i film di argomento medico hanno un successo stabile presso il pubblico giapponese. Spesso sono un po' stereotipati ma talvolta raggiungono livelli qualitativi elevati, come il recente Dear Doctor. Anche Kokō no mesu, pur non essendo un capolavoro, ha una sua dignitosa intensità.


A Lone Scalpel p1Kokō no mesu (孤高のメス, A Lone Scalpel). Regia: Narushima Izuru; soggetto: dal romanzo di Oogane Toshihiko; sceneggiatura: Katō Masato; fotografia: Fujisawa Junichi; interpreti: Tsutsumi Shin'ichi, Natsukawa Yui, Yoshizawa Yu, Yo Kimiko, Emoto Akira, Nakagoshi Noriko; durata: 126'; uscita: 5 giugno 2010.

Link: Sito ufficiale - Metropolis (Rob Schwartz) - Gonin Movie Blog
PIA: Commenti 4/5  All'uscita delle sale 80/100

3 stelle

I drama e i film di argomento medico hanno un successo stabile presso il pubblico giapponese. Spesso sono un po' stereotipati ma talvolta raggiungono livelli qualitativi elevati, come il recente Dear Doctor. Anche Kokō no mesu, pur non essendo un capolavoro, ha una sua dignitosa intensità.
Basato sul romanzo di un vero medico, è la storia di Toma (Tsutsumi Shin'ichi), un chirurgo di grande capacità che sceglie di esercitare in un piccolo ospedale di provincia in memoria della madre, morta in una struttura analoga per mancanza di interventi tempestivi. Siamo nel 1989, quando in Giappone i trapianti di organi erano ancora proibiti. Il sistema medico in cui Toma si immerge è fatto di ostilità, carrierismo e corruzione ma lui non bada a questi aspetti e pensa solo ai pazienti. E', appunto, un "bisturi solitario" (traduzione del titolo). Quando si pone il dilemma se espiantare il fegato di un ragazzo clinicamente morto e trapiantarlo nel corpo del sindaco del paese in pericolo di vita, lui, confortato dalla madre del ragazzo (Yo Kimiko), non esita a rischiare la carriera per salvare una vita umana ed effettua così il primo trapianto di fegato in Giappone. Al suo fianco, una devota infermiera (Natsukawa Yui) che grazie a lui ritrova il senso del suo impegno nel lavoro.
Le scene degli interventi chirurgici sono numerose e molto realistiche, con dovizia di sangue e organi interni messi in primo piano, e la narrazione è qua e là un po' retorica. Ciononostante, l'effetto è coinvolgente, grazie soprattutto alla grande prova d'attori.
Dalle attese classifiche di ogni anno sono già giunti molti riconoscimenti. Il film è stato indicato tra i  migliori dell'anno dal Japan Academy Award e dallo Yokohama Film Festival. Tsutsumi Shin'ichi è stato premiato come miglior attore dal Tama Cinema Award e inserito fra i cinque migliori attori protagonisti dal Japan Academy Award. Natsukawa Yui è stata scelta fra le migliori attrici non protagoniste dal Japan Academy Award e dallo Yokohama Film Festival. A completare il quadro dei meriti auspichiamo un premio anche alla sofferta interpretazione di Yo Kimiko.

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