Toilet (トイレット, Toilet)

Regia di Ogigami Naoko Di Genji 21 Ottobre 2010

Dopo la Helsinki di Kamome shokudo e l'isola tropicale di Megane,  Ogigami Naoko continua, confermandosi una delle più brillanti cineaste della nuova generazione, il suo cinema lontano da Tokyo e dai centri più vitali del Giappone contemporaneo.

ToiletToilet (トイレット, Toilet). Regia, soggetto e sceneggiatura: Ogigami Naoko;  fotografia: Michel Leblanc; scenografia: Diana Abbatangelo; costumi: Horikoshi Kinue; interpreti: Motai Masako (la nonna), Alex House (Ray), Tatiana Maslany (Lisa), David Rendell (Maury); produzione: Eisei Gekijo, Hakuhodo DY Media Partners, Kôbunsha  e altri; durata: 109’; 28 agosto 2010. 

Links: Toronto Film Scene - Hollywood Reporter - a page of madness
Pia: Commenti 4/5   -   All'uscita del cinema 76/100

3-stelle-mezzo

Dopo la Helsinki di Kamome shokudo e l'isola tropicale di Megane,  Ogigami Naoko continua, confermandosi una delle più brillanti cineaste della nuova generazione, il suo cinema lontano da Tokyo e dai centri più vitali del Giappone contemporaneo. Questa volta siamo in Canada, dove tre fratelli ospitano, dopo la morte della madre, la nonna (Motai Masako, sempre presente nei film della Ogigami) che con loro grande disappunto non conosce l'inglese (e in tutto il film pronuncerà una sola ma decisiva parola: “Cool”). Da una parte il film segue la vita dei tre fratelli (Ray, un po' nerd e un po' otaku, Maury, grande talento pianistico ma assai labile psichicamente e vittima di frequenti attacchi di panico, Liza, autoritaria e alle prese con un corso di recitazione e un fidanzato alquanto presuntuoso), dall'altra quella della nonna (che tutti chiamano baachan), la quale non sembra pensare neanche per un attimo di integrarsi nella nuova famiglia e trascorre gran parte del suo tempo, e con grande dignità,  in bagno. Toilet è una commedia a tratti esilarante, che forse un po' ingenuamente, ma con grande calore, contrappone le nevrotiche inquietudini del mondo giovanile occidentale, a una silente e antica saggezza orientale, un po' zen, che nei fatti riuscirà ad aiutare i tre giovani nipoti a risolvere, almeno in parte, i loro problemi. Da non perdere le esibizioni dei tre fratelli di air guitar (ovvero quando si finge di suonare una chitarra fatta di sola aria) e la scena in cui Ray prova, con un misto di stupore ed estasi erotica, il bidet-wc (una vera e propria mania nei paesi asiatici)  che aveva appositamente comprato per la nonna. [Genji - 15th Pusan Film Festival ottobre 2010]

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