Utsushimi (うつしみ, Utsushimi)

Regia di Sono Sion Di 06 Ottobre 2010

Nelle prime scene del film, il titolo viene a comporsi, come una sorta di poesia in movimento, tramite la scomposizione e la sovrimpressione delle sillabe con cui si leggono alcuni ideogrammi. Questi ideogrammi rappresentano il corpo, il mare, il guardare, la vacuità, la morte.

utsushimiUtsushimi (うつしみ, Utsushimi). Regia, soggetto e sceneggiatura: Sono Sion. Fotografia: Kobayashi Yasuhiro, Sono Sion, Suzuki Gō. Effetti speciali: Nishimura Yoshihiro. Produzione: Anchors Productions. Interpreti: Arakawa Shinichirō, Araki Nobuyoshi, Maro Akaji, Sono Sion, Suzuki Takuji, Sawada Yukiko. Durata: 108’. Uscita nelle sale giapponesi: 16 dicembre 2000.
PIA: Commenti: 4/5    All'uscita delle sale: 80/100 
 
2-stelle
 
Questo film verrà presentato nella rassegna "Rapporto confidenziale" al 29° Torino Film Festival (29 novembre-3 dicembre). In tale occasione "Sonatine" pubblicherà in collaborazione con il Festival il volume "Il Signore del caos. Il cinema di Sono Sion", contenente un'intervista inedita a Sono, un'ampia introduzione alla sua opera, alcuni saggi critici e le schede di tutti i film proiettati nella rassegna.
 
Nelle prime scene del film, il titolo viene a comporsi, come una sorta di poesia in movimento, tramite la scomposizione e la sovrimpressione delle sillabe con cui si leggono alcuni ideogrammi. Questi ideogrammi rappresentano il corpo, il mare, il guardare, la vacuità, la morte. Nella lingua giapponese odierna, la parola “utsushimi” non si usa correntemente, se non, appunto, nella poesia e indica il corpo presente nel momento attuale. Per rappresentare la bellezza e la fugacità del corpo e delle sue gioie, Sono combina la storia di base della liceale innamorata che scopre il desiderio fisico con le riprese del lavoro di maestri in arti che riguardano il corpo, il suo uso e la sua rappresentazione.
Maro Akaji è il più importante maestro vivente di butō, il movimento artistico trasgressivo nato alla fine degli anni ’50 che si caratterizza per l’uso esclusivo del corpo come mezzo espressivo attraverso rappresentazioni giocose ma anche violente, volti dipinti di bianco, smorfie iperespressive mutuate dalla tradizione classica del teatro giapponese, alternanza di movenze lente e concitate di corpi sciolti all’inverosimile.
Arakawa Shinichirō è uno stilista noto in tutto il mondo per le sue collezioni tematiche ambientate in zone peculiari di Tokyo. Proprio nel 1999, quando è stato girato il film, ha iniziato a progettare i suoi lavori su un piano più concettuale creando capi con una duplice valenza: abiti da indossare e allo stesso tempo dipinti da appendere al muro. Nel film si assiste alla progettazione e alla realizzazione di questi capi che, soprattutto nelle versioni come dipinto, danno la sensazione di fuoriuscire dalla materia grezza.
Araki Nobuyoshi è il fotografo giapponese noto in tutto il mondo per le sue fotografie di genere erotico. Le immagini di donne ritratte nei suoi libri – a partire dalla moglie nel libro fotografico Sentimental journey – hanno fatto il giro del mondo come uno dei contributi alla costruzione della rappresentazione del corpo femminile e dell’erotismo degli ultimi decenni.
Sono utilizza direttamente e indirettamente le competenze di questi artisti per costruire una “storiella” di amore puro. L’aspetto caratteristico del film è infatti il voluto contrasto tra la serietà dell’impegno degli artisti ritratti e il tono semiserio della vicenda amorosa. La parte documentaria è accentuata dall’assenza di interviste e dall’aggiunta di didascalie, quasi a volerne sottolineare l’oggettività. La parte di finzione ha toni leggeri, allegramente surreali quando non assurdi.
Ero-docufiction, mockumentary, divertissment, non c’è un’etichetta appropriata per definire questo film. Nonostante alcune ingenuità e asprezze, è comunque un lavoro con una sua autonomia stilistica, frutto della particolare commistione di stili e tematiche che in forme come questa o in altre caratterizza la sperimentazione di Sono. [Franco Picollo]

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