La suicida della cisterna

Di 21 Settembre 2016

Pulse (Kairo 回路, 2001) di Kurosawa Kiyoshi

Kairo narra di un mondo invaso, attraverso internet, dagli spiriti dei defunti. Gli horror metafisici e apocalittici di Kurosawa sono, innanzitutto, l'espressione di una realtà - dai colori grigi e desolati - che ha perso ogni certezza, dove i pieni si fanno vuoti e tutto è destinato inesorabilmente a precipitare. Un tale precipitare è espresso magistralmente in questa scena del film, che si affida a un long take e alla profondità di campo, in cui Harue vede una donna suicidarsi, gettandosi da una cisterna. Il carattere accidentale della scena, il suo inaspettato darsi, l'angoscia che determina in chi vi assiste (e, insieme, nello spettatore) sono parte essenziale della weltanschauung di un autore che - incertezze a parte - è fra i più autenticamente problematici del cinema giapponese contemporaneo. Ad accentuare l’effetto espressivo della scena, concorrono anche le inquiete vibrazioni sonore finali e il fatto che la macchina da presa non stacchi mai sulla suicida ma rimanga sempre su Harue, accentuando la soggettività del tutto.

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